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CHARLES PENNEQUIN

posté le 06-11-2009 à 10:30:43

MALATO D'AMORE + IL MIO BINOMIO

 

malato d'amore

 

Sei malato d'amore eh sei malato d'amore eh sei malato d'amore che cosa fai nella vita a parte essere malato non fai niente sorridi stupidamente alla vita perché sorridi stupidamente alla vita perché sei malato d'amore eh sei malato d'amore e sorridi stupidamente alla vita e non pensi a niente è una bella malattia questa non è vero beh sì è bello eh è che sono molto malato in questo momento sono malato d'amore eh sono molto malato d'amore io in questo momento non sono solo un cerebrale eh perché i cerebrali loro non sono assoluti mentre io sono assoluto i cerebrali loro non sono malati d'amore eh i cerebrali non sono assoluti come me eh non sono malati d'amore come me io se fossi in loro non sarei solo cerebrale eh perché faccio funzionare tutto faccio funzionare i muscoli siccome sono malato anche i muscoli reagiscono siccome sono malato d'amore eh sono malato d'amore e il cervello non è da solo a lavorare lavora tutto loro i cerebrali hanno solo il cervello eh ma tu non puoi essere esclusivamente cerebrale se sei malato d'amore eh perché c'hai anche il cazzo non è solo il cerebrale che funziona nella vita anche il cazzo quando sei malato d'amore eh non c'è solo il cervello nella vita quando sei malato d'amore eh quando sei malato d'amore è tutto lì che sei e anche nel cazzo che funziona quando sei malato d'amore non hai solo il cervello o allora c'hai il cazzo dentro e funziona è nel tuo cervello eh e anche il cervello funziona è pazzo il cervello perché è nel cazzo ed è il cazzo che pensa eh è il cazzo che diventa cerebrale quando sei malato d'amore sei un cerebrale del cazzo quando sei malato d'amore eh sei malato d'amore eh sei malato d'amore eh sei malato d'amore.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

IL MIO BINOMIO

 

Lo so che ho il diritto di esistere, è nel mio diritto, ho perfettamente il diritto di essere, di avere un'esistenza pulita, restare pulito, conosco il diritto, il diritto costituzionale, il diritto degli affari, il diritto privato, i diritti sono scritti in tutti i paesi, si è scritto che avevo il diritto, che nessuno può dire che non esisto, in qualsiasi paese, in qualsiasi lingua, nessuno ha il diritto, io ho il diritto ovunque, nessuno può dire, che non è possibile, che tutti facciano diritto, si vedrà, perché io non dovrei avere il diritto di fare diritto, per essere un buon umano, per far parte degli umani, perché non vogliono, che io non faccia un buon umano, perché non dovrei essere degno di essere qualcuno, dopo tutto, perché mi dicono che dopo tutto puoi andartene, puoi uscire dall'umanità, qui non c'hai un cazzo da fare, non fai parte degli umani, perché vogliono che sloggi al più presto, non c'entri un cazzo con la specie umana, il tuo posto è altrove, devi sgombrare il campo, lasciare il posto agli altri, non c'hai più niente da fare qui, devi toglierti di torno al più presto, non lasciare più traccia, sei un ostacolo per gli altri, devi stare zitto, restare zitto, far parte dei morti, e non farai parte neanche dei morti, non farai parte di niente, non sarai più che nel niente di te stesso, nel niente di te che spinge, spinge, per liberare la strada, non sbarrare più la strada  al resto, cioè alla specie, bisogna che tu ti separi da te stesso, che tu sia nella specie, conto, anch'io conto, bisogna che conti i minuti che mi separano da me stesso, è il mio posto di lavoro, voglio avvicinarmi, avvicinarmi al posto di lavoro, bisogna che conti i minuti che me ne separano, tu non lavori nella separazione, sto lavorando, ma bisogna che tu vada in un posto che si chiama posto di lavoro, per lavorare, non voglio lavorare, bisogna fare il lavoro invece di lavorare, troverai laggiù il tuo lavoro, io trovo il mio posto di lavoro, è prima di andare a lavorare, è il posto di lavoro, mentre non ci lavoro il mio lavoro, quindi è prima di andare al mio posto di lavoro, recandomi, è in treno che bisogna che mi concentri completamente, per essere completamente nel mio lavoro ed essere produttivo, e quindi conto gli istanti, i minuti che mi separano dal mio posto di lavoro, per sapere quanto mi resta prima che mi impediscano di lavorare, ti impediranno, nessuno puoi impedirmi, lavorerò in treno, la testa del treno, la testa delle persone, è tutta la loro vita, la loro testa, il tenore di vita delle persone, assomiglio a quella donna che mi guarda fisso, o a quell'uomo, sprofondato nel giornale, mi addormento come quell'altro, anzi perfino a quella lì accanto a me che legge l'arabo, per me è tutto uguale, leggo come lei, per me è tutto arabo, potremmo credere che ci sono dentro, mentre il mondo mi ha preceduto, il mondo mi seppellisce, sono già buttato per terra, che non capisco più niente, come  milioni di me stesso, e come milioni di loro stessi sono in treno, e scendiamo a milioni, e ci stringiamo, abbiamo un nodo in gola, e non vogliamo più parlare, io sento tutte le parole, anche le parole mi sentono, parlano, le parole parlano nella testa delle persone, il pieno di persone con delle parole, una testa piena, e questo si sente, pieno di parole, pieno di persone con dentro delle palle di parole, fuori, per fare le persone, che escono, delle persone, che pensano, sono le parole che li pensano, che sono nella testa, pieno di teste fuori dappertutto e che si mettono a pensare dentro, dei grossi pacchi di parole, delle palle da pensare dappertutto, tutto intorno a noi, ci sono delle parole che girano, che formano dei grossi mucchi, delle frasi, dei gran blocchi che passano, delle parole che cadono sulla testa, come dei sacchi di sabbia, o come dei buchi, ci sono come dei grossi buchi di parole dovunque le persone possono cadere, tutte le parole si ammassano, tutte le parole si ammassano, giungono nella testa delle persone, la testa delle persone è ammassata nella parola, la testa delle persone non parla nella parola, ammucchia, nessuno parla nella testa delle persone, la testa delle persone non conosce più la parola, nessuno sa più cosa succede, tutti sono ammassati, nessuno continua a parlare, tutti abbaiano bau bau, vai a lavorare, bau , bau, non pensare, bau lavorare, lavorare bau bau, testa di treno lungo, sono nella testa del treno, testa di treno lungo, nessuno parla, pensa, nessuno pensa, testa di treno lungo, sono in testa, penso, nessuno bau bau, vai a lavorare, vai a lavorare, tutti tacciono, bisogna ammucchiare, testa di treno lungo, non si ferma niente, ancora ammucchiare, le case che passano, i blocchi d'aria, il respiro, niente vuole chiudersi, tutti bau bau, siamo in aria, ci portano via, testa di treno lungo, non voglio lasciarmi portare via dalla rabbia, sono nella mia testa, pensi bau bau, sto lavorando, non capisco niente di tutto ciò che faccio, non capisco niente del lavoro, non capisco la vita, non so che cosa significhi vivere, l'ausiliario sa, conosce la vita, è il colonnello che lo dice, il colonnello mi ha chiesto se stavo bene, ho detto di sì, mi ha chiesto se ero guarito, non ho risposto, l'ausiliario ha risposto, il colonnello dice all'ausiliario non parlavo con lei, ho chiesto a lui, il colonnello gli ha chiesto come va, ho risposto, il colonnello ha detto non le ho chiesto niente, parlavo all'ausiliario, e l'ausiliario ha riso, ti insegno io a vivere, è il colonnello, non so apprendere, apprenderai dalla vita, è l'ausiliario, sorrido adesso sappiamo come fare, è il colonnello, abbiamo tutti gli elementi del puzzle, è l'ausiliario, si metta al nostro posto, è il colonnello, sono degli imbonimenti, è l'ausiliario, dixit l'ausiliario, è un'ora che ti aspettiamo, presumo che tu non faccia il tuo lavoro, dixit l'ausiliario, e a te presumo che sia necessario spiegarti tutto, e tu presumo che non sia colpa tua, e tu presumo che sprechi energie inutili, e a te presumo che si possa spiegare tutto, e tu presumo che faccia a modo tuo, e tu presumo che ti si risponda male, e a te presumo che ti piaccia avere dei segreti, e presumo che tu proceda a testa bassa, e tu presumo che salvi capre e cavoli, dixit l'ausiliario, e tu resti dubitativo, e tu vuoi fare il furbo quando t'ho detto dubitativo, e a te il sapere non ti è d'aiuto, e a te il sapere t'ha piantato in asso, e a te il sapere t'ha piantato in asso come una scarpa vecchia, e tu piantatore di scarpe, e tu trovi brutte le ellisioni, e tu metti due «l» a elisioni, dixit l'ausiliario, e tu non hai conosciuto annabel, ho conosciuto bene annabel, non so chi sia, non sai come si chiama, non si chiama annabel, come ti chiami annabel, non sono annabel, non sai chi sei, sono come l'ausiliario, sei come annabel, vivi come lei, non vivo, sono in annabel, non parli, non ti interroghi, perché quella donna mi desidera, non sai chi sei, sei nel mio desiderio, perché quella donna vuole ancora vedermi, non sa cosa farci con le tue dieci dita, perché quella donna ha bisogno di me per vivere, non abbiamo bisogno di te, viviamo benissimo, siamo senza di te, e ce la caviamo, perché mi avete lasciato solo, perché mi avete allontanato, non ti rendi conto del male, ti rendi conto della follia, non sono pazzo, voglio solo vedere il mio amore, l'amo tantissimo, è la mia mammina, la mia bambina, ti voglio bene amore mio bello, cerco di fare le cose pensando a te, vado a lavorare, ti penso quando lavoro, non abbaio, sono in treno e vedo le case, faccio delle cose perché in cuor tuo tu sia contenta di me, perché io ti veda in cuore mio con il tuo sorriso, voglio fare delle cose dicendomi che sono per te, per trasformare l'amore, per trasformarti in pan d'amore, per mettere le dita dappertutto nella felicità e nel pensiero, è il pensiero delle dita, nella felicità del pensiero, un sacco di dita dappertutto, in tutto il pan d'amore, è pieno di buoni pensieri, delle mani che toccano, che hanno un'azione, che riflettono l'azione, che trasformano il pensiero, come Gesù trasforma le pietre, Gesù trasformava i pesci o le pietre, a volte erano le persone, Gesù trasformava le persone in pietre, io voglio trasformare il mio amore per te, il mio amore è una pietra, è nelle penne che uso, uso un po' di tutto per renderti omaggio amore mio, è vero che a volte mi masturbo in bagno, mi masturbo e il colonnello non è contento, il colonnello dice che non  vuole che ci masturbiamo nei bagni, il colonnello ha detto che se vedeva qualcuno andare in bagno e masturbarsi, sarebbe andato a prenderlo e lo avrebbe buttato in galera, che butta in prigione i “segaioli”, il colonnello ha detto che se ci facciamo le “seghe” ci prenderà, mamma ci vuole prendere per dei “segaioli”, se vogliamo farci le “seghe” il colonnello ha detto che non dobbiamo far altro che andare nel suo ufficio, mamma il colonnello è un “segaiolo”, io non voglio più giocare, perché non fa per me, penso alle tue rotondità, penso al tuo cibo, quando facevi bene da mangiare, mi porgevi anche la bocca, e tutto il corpo per il mio benessere, perché dopo aver ben mangiato, potessi nutrirmi anche di te, ti amerò per sempre e anche dopo che sarò morto ti amerò, ti stringo forte e ti sostengo, sono il tuo papà, ma segreto, il papà nascosto nel tuo intimo, il papino che bada a te e ti sorride e ti tiene per la mano per attraversare la strada, il papà segreto ti dà un bacino, ti accarezza i capelli, la tua giornata è bella, bisogna che ti dia l'impulso affinché il tuo cuore si riempia, e che tu veda il lato migliore delle cose, sei la mia mamma, sei la mia nascita, la tua giornata è bella è piena, hai delle giornate molto piene, ti aspetto, ti aspetto molto a lungo, bado a te, cammino in lungo e in largo, faccio degli sforzi, voglio avere un buon comportamento, voglio fare mostra di un bel comportamento, dare l'esempio camminando, far vedere ai miei contemporanei che faccio degli sforzi, che la mia andatura è bella, che bisogna adattare il proprio passo, bisogna adattare il passo ad ogni passo, i bei passi diretti, i bei comportamenti, i comportamenti dignitosi, la dirittura tanto attesa dai miei contemporanei, ma la mia giornata non è piena, mi dico che devo trovarmi un nome, un alibi, un'occupazione per oggi, devo ancora trovare una ragion d'essere, di esistere, di fare come tutti, d'inghiottirmi, di cercare di inghiottirmi, per il resto del giorno, e per il resto della vita, ciò significa che non sei libero, io sono liberissimo, non sei libero di parlare, sono un uccello, non puoi spiccare il volo, io sono libero di dire ciò che mi piace, allora perché resti lì, continui ad aspettare, è già buio, continui a fermarti, non vuoi fermarti in si buona strada, devi continuare, continuare a fermare, cerchi il centro, vuoi partire da lì, vuoi partire dal posto dove tutto comincia per finire, non c'è un centro, sono io il mio posto, il mio centro, il posto e alla fine niente, alla fine del posto del centro, il centro di me stesso, sono io al posto di niente, è il centro stesso, sì sono io che c'è in quel niente, sì, sono io il centro il posto del tutto, di tutto quel niente, sì, sono io il centro del tutto niente, è tutto mio, è il mio tutto, il mio niente, il mio tutto sì, sono io tutto sì, e mi do, mi do a tutto per non essere più niente, non mi resta che a non essere, non mi resta che a non essere, non mi resta che a non farmi nascere, non essere, non mi resta che il non essere, non mi resta che non essere più, e nascere, una buona volta, perché la società non mi vorrà, nella società non ho il diritto di essere, non ho il diritto di pensare nella società, il pensiero che mi esce è cattivo, la società non può servirsi di ciò che è cattivo, non può che dirmi di allontanarmi da me stesso, cioè di rientrare nella società, la società vuole che rifiuti la mia identità, il mio essere, la mia identica apparenza, che sputi la testa con tutto il pensiero fuori, che tutto sia fuori come espulso, come una merda, che l'io-merda sia risputato dalla società che pensa io, il mio pensiero è come della merda, non bisogna toccare, non bisogna toccarmi, toccare il mio pensiero sarebbe l'equivalente di baciare la merda, la società mi dice di suicidarmi, mi suicido mi dice la società, così non penso più a lei, io non penso solo alla società, non ho che questo in testa, hai la società, ti riempie la testa, se mi suicido non ho più niente dentro, voglio uccidermi mi dice la società, affinché non ci sia più, non voglio pensare a lei, voglio pensare ma senza di lei, non voglio morire mi dice la società, voglio suicidarmi, non so ciò che voglio, accendo la TV, non sono un essere, sono violento, il mio essere è nell'essere violento, perché non sono, sono violento perché non è la TV, non sono violento perché ci sono dentro, è la televisione, ma la TV è violenta, e io ci sono dentro, e io non sono, non sono io, sono io che sono violento perché non sono la TV, sono io la TV, non so quel che dico, non sto parlando, è la violenza, è la violenza televisiva, non sono lo stesso che parla, mi parlo in bocca ma non sono lo stesso, non si è mai lo stesso quando siamo in TV, bisogna denunciare la TV, bisogna denunciarla in tribunale, sono in TV perché non so quel che dico, denuncerò quel che dico, la TV mostra delle immagini, mi mostra la vita, la vita è in immagini, ma non vedo la vita in TV, la TV è la vita fuori di me, con delle immagini, e non sono le immagini della vita, sono le immagini della TV, la TV mi pensa, io sono pensato dalle immagini, c'è un essere all'interno, è l'interno della TV, e io non ci sono dentro, non mi riconosco nelle immagini, riconosco l'essere che si parla, la TV può parlarmi a lungo, anch'io posso mostrare la parola, la parola può uscire dall'essere, come mi esce dalla TV, mi fa nascere, è la mia nascita nella bocca della TV, ma non sono io, è solo un'immagine con dentro delle parole, non so come procede, come pensare procedendo, con questa procedura, come procedere nel pensiero, bisognerebbe discutere la procedura e spegnere la TV, perché non si può discutere con la TV, circolare, non c'è niente da vedere, siamo gente sul campo, circoliamo nel niente da vedere, non ci annoiamo, siamo degli annoiati, e questo resta in noi, non c'è da discutere con la parola, è la parola degli annoiati, non si discute con lei, si discute con gli annoiati, siamo soli nell'azione, pensiamo, non è l'azione che pensa, è l'essere umano al suo interno, è un essere in azione all'interno, è l'interno umano che pensa, poiché è lui che pensa l'azione, l'azione è il suo prodotto, è il prodotto finito della procedura, neanche la procedura ha pensieri, è come con le scritture, le scritture vogliono pensare al nostro posto, pensano ad annoiare l'umano nell'azione, l'azione di un umano è la sua scrittura, la sua sola realtà, ci confrontiamo con lei, è la scrittura che ci mette a confronto con la realtà, ci assilla, è come la morte, la morte è assillante negli scritti, poiché un umano è messo a confronto con essi, vengono per affermare l'azione delle scritture, ma non è la scrittura che pensa, solo il pensiero ci pensa, e nell'azione non si pensa, siamo al di fuori, fuori della morte delle scritture, poiché siamo rimasti a lungo annoiati dai morti, o allora erano le scritture, con le sue parole, erano le parole dei morti, e veniva dalla scrittura, non si sapeva più del resto da dove ci veniva, ma si sapeva che ci sarebbe successo, che presto o tardi saremmo stati coscienti delle scritture, poiché ci sarebbero state delle parole come dei buchi, e ci saremmo dovuti cadere dentro, fin da piccoli, già da piccoli ci rompevano le scatole con le scritture, da un secolo all'altro si cadeva, nella scatola delle parole, e questo produceva dei buchi attraverso il pensiero, ciò poneva dei problemi, eravamo noi a porli, ponevamo le parole nei problemi, e i problemi ci facevano porre delle domande, perché siamo noi che poniamo le domande qui, con la parola intorno, perché la parola è il primo contatto umano, è anche il contatto con l'estraneo, ma l'umano non ci è estraneo, lo è la parola, è lei che esce da qualsiasi persona, e con qualsiasi estraneo, è lui che vi piomba sotto il naso, con tutte le sue domande, esse vengono a casa nostra per manifestarsi, non è lui il manifestante, siamo noi, siamo noi che abbiamo fiuto, e che manifestiamo nell'incognito, affinché finalmente scaturisca la verità, con la sua incognita, e poi con il suo fiuto, ecco fatto, vediamo scaturire il vero, finalmente chiacchierare, si parlerà nel vuoto, ci tufferanno dentro, come a piedi uniti nel vuoto, perché non tento di essere vivo, di avere il mio proprio vuoto, perché non tento di essere uno, piuttosto che andare dall'altro, perché farò il vuoto a casa sua, piuttosto che a casa mia, perché non vieni a casa mia mi dico, per discutere, preparerò dei piatti, potrai anche sederti, discuterai, perché non vuoi discutere, faremo l'amore, verrai ad accomodarti, verrai a nutrirti, mangerai dei buoni farinacei, che ti faranno ingrassare, mangerai molte patate, se vuoi farò un secchio di patate, e verrai, e tu ti accomoderai delicatamente su di me, mi parlerai, avrai voglia di restare, sarai come a casa tua, sarai vivo, vivrai in te, con me, perché non vieni, non mangerò le patate con te, ti schiaccerò, farò il purè, ti schiaccerò nel purè, mi avveleni, lo so che il tuo profumo mi avvelena, sei tu che mi avveleni, vuoi che venga a casa tua, ma non hai più casa, perché non sai più dove abiti, sei meschino, i tuoi sentimenti sono meschini, vivi in una casetta per ometto minuscola, menti alle tue amanti, fai delle giravolte, ti chiamano giro giro tondo, non mi chiamo giro giro tondo, vivi in una casa di cartone, tua moglie è di cartone, le tue scale sono di carta, il tuo amore è la carta, non mi chiamo giro giro tondo, ti chiami cadet rousselle, non ho tre case, hai tre mogli dentro, e ti comporti male, non sono un bravo ragazzo, non ospito le rondini, sei una rondine, vai in una delle tre case, non sono cadet rousselle, dixit il colonnello, non sei più dalla mamma, dixit il mio ausiliario, vai a prendere un po' d'aria, dixit i militari, smetti con queste buffonate, firmato tutti i mariti, smetti di essere il tuo proprio schiavo, firmato tutti i miei amici, e poi asciugati le lacrime, firmato la donna barbuta, dì addio via fax, firmato cazz, bisogna che ti prenda cura, dixit tutti gli umani, gli umani sono delle seccature, dixit dio,

 

 

...

 

 

Traduction : Barbara Puggelli pour le compte de la Villa Médicis, à Rome.

 


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posté le 20-10-2009 à 22:09:14

bientôt une playlist de lectures en public, impros au dictaphone et poèmes sonores en tout genre...

 


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ritman  le 21-10-2009 à 09:26:51  #

tu nous donnes l'eau à la bouche, l'eau du micro, le vin des lèvres, le pennequin des oreilles...
bon! charles c'est pour quand: on attend!
fais pas le mou!

 
 
posté le 20-10-2009 à 22:05:42

Pour l'expo "petits formats", à la galerie des 4 coins, Calais, 11-12-13 décembre 2009

 


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Simple Hello  le 21-10-2009 à 16:08:21  #

Ah ben tiens, je les avais vus ! Ils sont vachement bien !

 
 
posté le 20-10-2009 à 21:50:11

léandre

 


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posté le 20-10-2009 à 21:49:12

Je me souviens qu’à la naissance je me souvenais de rien.

 

Je me souviens qu’à la naissance je me souvenais de rien. Il y a des humains qui s’imaginent peut-être qu’on peut se souvenir de tous les humains. Mais déjà se souvenir de soi ce n’est pas de la tarte. Je me souviens par exemple qu’à la naissance je me souvenais de rien. Ce n’est qu’un exemple. Je me souviens par exemple que mes yeux ne voyaient que du vide. Tous les humains s’imaginent peut-être qu’on voit quelque chose et qu’on s’en souvient. On a des souvenirs qui nous encombrent la vie durant. Des souvenirs de plein de choses. Alors que nous n’avons que des souvenirs de vide. Par exemple, à la naissance mes yeux voyaient le vide. Et ma cervelle était complètement vide. Juste une légère brume qui flottait dedans la cervelle. Sinon rien. Rien que tu vide à voir et à entendre. Rien que du vide autant dedans que dehors. Ça les humains devraient s’en souvenir. Mais il se souviennent de rien. Ils ne passent leur temps qu’à se souvenir. Il se souviennent du plein de leur vie. Alors que leur vie fut totalement vide si on y réfléchit bien. Car si on réfléchit bien on voit que dans ma cervelle il n’y avait complètement rien. Que tu vide dans le crâne. Et ça je m’en souviens très bien. Il n’y avait plus qu’à combler en fait. En fait, l’humain comble avec rien son vide. L’humain croit voir alors qu’il ne voit rien. Il est totalement aveugle et sourd et pourtant il croit y entendre ou y voir quelque chose. Dès le début pourtant, s’il s’en souvient l’humain, dès le début il peut constater qu’il n’a rien vu ni entendu et que tout était vide. Tout était absolument vide à l’intérieur comme à l’extérieur. Et c’est à partir de là qu’il a fallu commencer à vivre, c’est-à-dire à remplir le vide de rien.

 


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troubody  le 27-10-2009 à 15:00:08  #

J'ai relu ça l'autre jour, ça résonne plus ou moins avec ce que tu écris sur le vide et le fait de commencer à vivre, enfin, peut-être, je ne sais pas. Mais ça m'y a fait penser... Alors je te le mets là, en passant. Ce sont des paroles du Bouddha Gautama à ses disciples (à quelle époque, je ne sais plus) :

"Il y a un non devenu, non né, non créé, non formé ; s'il n'y avait pas ce non devenu, non né, non créé, non formé, il n'y aurait pas de sortie possible pour ce qui est devenu, né, créé et formé ; mais puisqu'il y a un non devenu, non né, non créé, non formé, ainsi peut s'échapper ce qui est devenu, né, créé et formé".
(cité dans l'introduction au Bardo Thödol, édition Jean Maisonneuve)

 
 
 

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C’EST RIGOLO LA VIE. NOUS SOMMES DANS LE RIRE. EN PLEIN DEDANS. NOUS SOMMES DEDANS LES MAINS TENDUES LES GORGES AVEC. LES GORGES DEPLOYEES LES MAINS TENDUES LES DOIGTS ETIRES. NOUS SOMMES DANS LE RIRE LES PIEDS DEVANT. NOUS SOMMES RAPLATIS. NOUS SOMMES DANS LE RIRE NOUS TIRONS. ÇA TIRE LE RIRE. C’EST RIGOLO LA VIE ON FONCE MAINS PIEDS DOIGTS TOUT DEVANT. C’EST UNE FORCE. NOUS TOURNONS. NOUS TASSONS. NOUS CREUSONS. NOUS SOMMES AU FOND DU FOND. C’EST LE RIRE. C’EST RIGOLO. NOUS SOMMES RIGOLOS CAR LA VIE EST RIGOLOTE. C’EST RIGOLO DE VIVRE LES PIEDS DEVANT.